Lo stretto di Hormuz potrebbe riaprire «entro domani», secondo il presidente Trump, mentre spinge per nuovi colloqui con l’Iran, ma Teheran smentisce che si stiano svolgendo negoziati. Questo braccio di ferro diplomatico in evoluzione mette in allarme i mercati globali e gli analisti di geopolitica, poiché lo stretto è un punto critico di passaggio per le spedizioni di petrolio.
L’ultimatum «ultima possibilità» di Trump all’Iran
In un briefing alla Casa Bianca, il presidente Trump ha presentato le discussioni imminenti come la «ultima possibilità» dell’Iran per giungere a un accordo ed evitare ulteriori attacchi statunitensi. Ha affermato: «La prima fase è l’apertura degli stretti. La seconda fase sarà la denuclearizzazione». Secondo gli analisti, questo segna la 12ª volta in cui Trump annulla scioperi minacciati, mentre cerca un percorso di uscita dall’escalation delle tensioni militari.
Il presidente ha espresso impazienza, dicendo: «Questa è l’ultima possibilità, per loro, di firmare un buon documento». Tuttavia, la sua tempistica ottimista secondo cui i colloqui inizieranno entro pochi giorni è stata rapidamente smentita da funzionari iraniani.
La smentita dell’Iran e l’attenzione sui negoziati con l’Oman
La portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha negato che al momento si stiano svolgendo colloqui con gli Stati Uniti. Ha detto ai giornalisti: «Non stiamo attualmente tenendo alcun colloquio con gli Stati Uniti», chiarendo che l’attenzione dell’Iran è rivolta ai negoziati con l’Oman sulle rotte di navigazione nello stretto. Baghaei ha sottolineato la necessità di una soluzione che «rispetti i diritti sovrani di entrambe le parti e tuteli i nostri interessi nazionali e la nostra sicurezza».
Perché lo stretto di Hormuz è importante
Lo stretto di Hormuz è un passaggio marittimo stretto tra Oman e Iran, attraverso il quale passa circa il 20% del consumo globale di petrolio. Qualsiasi interruzione della navigazione in quella zona può provocare picchi dei prezzi del petrolio e instabilità economica globale. Stati Uniti e Iran sono in disaccordo sulla libertà di navigazione nello stretto da decenni, con l’Iran che minaccia di chiuderlo nei periodi di tensione.

| Fattore chiave | Posizione degli Stati Uniti | Posizione dell’Iran |
|---|---|---|
| Colloqui | Sarebbero destinati a iniziare entro pochi giorni | Nega qualsiasi colloquio attuale |
| Riapertura dello stretto | Prima fase dell’accordo | Negoziati con l’Oman sulle rotte |
| Programma nucleare | Deve essere denuclearizzato | Focus sulla sicurezza nazionale |
Implicazioni per i mercati e per la geopolitica
Gli investitori seguono con attenzione questi sviluppi, poiché qualsiasi escalation potrebbe incidere sui prezzi del petrolio e sulle catene di approvvigionamento globali. Il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha già portato a diversi cicli di attacchi e minacce di ritorsione, ma i ripetuti ripensamenti di Trump suggeriscono un desiderio di evitare una guerra su vasta scala. Gli analisti osservano che questo schema potrebbe essere una tattica negoziale, ma comporta anche rischi di credibilità.
- I prezzi del petrolio potrebbero diventare volatili in base alle notizie su Hormuz.
- I Paesi alleati del Golfo esortano a puntare sulla diplomazia anziché su azioni militari.
- Il programma nucleare dell’Iran resta un punto di frizione.
- L’Oman potrebbe agire da mediatore per un possibile accordo.
Cosa succederà nei rapporti tra Stati Uniti e Iran?
I prossimi giorni saranno cruciali per capire se emergeranno davvero colloqui concreti. Le affermazioni di Trump su negoziati imminenti si sono rivelate errate in passato, ma la sua amministrazione sembra intenzionata a mostrare progressi. Nel frattempo, l’Iran continua a ribadire la propria sovranità e a resistere alle pressioni esterne.
Per ora, il mondo attende di vedere se lo stretto di Hormuz si aprirà davvero «entro domani» oppure se si tratterà di un’altra alba falsa in un braccio di ferro che dura da tempo.