Trump accusa le compagnie petrolifere di guadagnare troppo dalla perturbazione del mercato energetico causata dalla sua guerra all’Iran, mentre i profitti schizzano ai massimi. Le critiche del presidente arrivano mentre ExxonMobil e Chevron comunicano utili trimestrali record, mentre quelli di BP raddoppiano a 5,7 miliardi di dollari. Questo articolo esamina le implicazioni per i consumatori e per l’economia nel suo complesso.
Le “big oil” sotto accusa per i profitti extra
Donald Trump ha criticato pubblicamente le compagnie petrolifere per essersi arricchite approfittando della crisi energetica globale innescata dagli attacchi statunitensi-israeliani contro l’Iran. Il Brent è balzato da 70 a 126 dollari al barile prima di attestarsi intorno a 85. Trump ha detto ai giornalisti: «Guadagnano troppo in base a una carenza. Non mi piace». Ha chiesto alle aziende di «restituire qualcosa di quella cifra al pubblico» e di tagliare i prezzi al dettaglio.
Chevron ha registrato il suo utile trimestrale più alto di sempre, pari a 12,2 miliardi di dollari, cinque volte in più rispetto all’anno precedente. ExxonMobil ha pubblicato utili nel Q2 per 14,5 miliardi di dollari, il dato migliore dal 2022, anno dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Nel complesso, queste due società hanno guadagnato oltre 26 miliardi di dollari in tre mesi, suscitando aspre critiche da parte di attivisti per il clima che definiscono gli utili «osceni».
Impatto sui consumatori e sui prezzi della benzina
Costi del greggio più elevati si traducono direttamente in bollette più alte per benzina e riscaldamento per le famiglie. Le osservazioni di Trump mettono in evidenza una crescente reazione politica contro le aziende energetiche in tempo di guerra. Tuttavia, la CEO di BP, Meg O'Neill, ha difeso il settore affermando: «Produciamo una materia prima globale e il prodotto che vendiamo dipende dal prezzo di quella materia prima globale».
I consumatori sentono la stretta mentre i costi dell’energia erodono il reddito disponibile. L’amministrazione è sotto pressione per affrontare l’accessibilità economica, ma le opzioni di politica sono limitate senza compromettere la produzione interna. Alcuni analisti suggeriscono l’introduzione di una tassa sugli extraprofitti, anche se potrebbe incontrare l’opposizione dei lobbisti dell’industria.
Confronto degli utili del Q2 (2025 vs 2024)
| Azienda | Utile Q2 2025 | Utile Q2 2024 | Variazione |
|---|---|---|---|
| ExxonMobil | $14,5 mld | $7,25 mld | +100% |
| Chevron | $12,2 mld | $2,44 mld | +400% |
| BP | $5,7 mld | $2,85 mld | +100% |
Reazioni politiche e ambientali
Le campagne per il clima, tra cui Clémence Dubois di 350.org, hanno condannato i profitti come «speculazioni su un modello di distrazione, lasciando alle persone comuni il conto sotto forma di bollette più alte». La controversia evidenzia la tensione tra sicurezza energetica e obiettivi climatici.
Le osservazioni di Trump potrebbero indicare possibili cambiamenti di politica, come l’aumento della pressione sulle aziende per ridurre i prezzi o l’adozione di azioni regolatorie. Tuttavia, i dirigenti del petrolio sostengono che i prezzi siano determinati dai mercati globali, non dalle singole società. Il dibattito si intensifica mentre la guerra continua a disturbare le catene di approvvigionamento.
Punti chiave per i lettori
- Le major del petrolio stanno registrando profitti record grazie agli aumenti dei prezzi guidati dal conflitto in Iran.
- I consumatori affrontano costi più alti per carburante ed energia come conseguenza diretta.
- Trump chiede tagli ai prezzi, ma le aziende citano la determinazione globale dei prezzi delle materie prime.
- Le organizzazioni per il clima chiedono una regolamentazione più forte e una transizione verso le rinnovabili.
- Monitorare eventuali risposte politiche, comprese le tasse sugli extraprofitti.