La decisione dell’amministrazione Trump di attaccare l’Iran, definita una “piccola sortita”, entra nel suo sesto mese e si sta intensificando rapidamente, riecheggiando gli errori catastrofici della guerra in Afghanistan che portarono a una ritirata caotica da Kabul. Questo articolo analizza in che modo gli Stati Uniti stiano ripetendo gli stessi schemi di interventismo senza una strategia di uscita chiara.
Somiglianze tra Afghanistan e Iran
Entrambi i conflitti sono iniziati con obiettivi limitati, ma si sono poi trasformati in impegni prolungati. In Afghanistan, l’obiettivo iniziale di mettere fuori gioco al-Qaida è evoluto in uno sforzo di nation-building durato 20 anni. In Iran, ciò che era stato promesso come un attacco rapido è diventato una campagna sostenuta senza un termine definito.
Mancanza di una strategia di uscita
Come in Afghanistan, l’operazione in Iran non dispone di una strategia di uscita chiara. La presenza militare statunitense è cresciuta e le soluzioni diplomatiche non vengono date priorità, facendo emergere lo scenario di una “guerra infinita” che esperti come Carter Malkasian avevano avvertito.
Idee errate chiave che alimentano l’intervento
Le esagerazioni persistenti degli Stati Uniti sulle minacce esterne, unite a disonestà politica e presunzione nazionale, alimentano queste avventure. La convinzione che la forza militare possa rimodellare facilmente Paesi stranieri ignora le prove storiche.
| Conflitto | Durata | Perdite di truppe USA | Strategia di uscita |
|---|---|---|---|
| Afghanistan | 20 anni | 2.400+ | Ritiro caotico |
| Iran (attuale) | 6 mesi e oltre | In aumento (riservate) | Nessuna definita |
Lezioni non apprese
Il fallimento in Afghanistan avrebbe dovuto scoraggiare interventi futuri imprudenti. Eppure, gli stessi errori si stanno ripetendo, tra cui sottovalutare la resistenza locale e sopravvalutare il livello della minaccia.
- Prima di qualsiasi azione militare sono essenziali obiettivi chiari e raggiungibili.
- Le strategie di uscita devono essere definite prima dell’ingaggio.
- La diplomazia dovrebbe essere data priorità rispetto alle soluzioni militari.
- L’occupazione di lungo periodo spesso si ritorce contro, rafforzando gli avversari.
Il costo della ripetizione
Il tributo umano e finanziario della guerra in Iran sta aumentando. Decine di migliaia di civili sono stati sfollati e la regione sta diventando più instabile. Gli Stati Uniti si stanno impegnando di nuovo in un conflitto senza fine, senza un sostegno pubblico o un consenso internazionale.
Disonestà politica
I leader spesso presentano in modo distorto alla popolazione la natura di questi conflitti, come dimostra la retorica della “piccola sortita”. Ciò indebolisce la supervisione democratica e la responsabilità.
Cosa si può fare?
Le misure immediate includono l’approvazione del Congresso per qualunque azione militare continuata, una revisione trasparente degli obiettivi e una tempistica chiara per il ritiro. Imparare dall’Afghanistan significa accettare che il nation-building tramite la forza raramente ha successo.