In una delle escalation più serie finora della recente guerra nel Medio Oriente del 2026, l'Iran ha avvertito che mirerà alle infrastrutture energetiche negli stati arabi del Golfo dopo pesanti attacchi alle proprie strutture gas, segnalando rischi di una più ampia interruzione delle forniture energetiche regionali e globali.
Il conflitto — guidato dalle operazioni militari statunitensi e israeliane all'interno dell'Iran — si è ora riversato nel cuore energetico del Golfo Persico, provocando avvertimenti di evacuazione e nuove tensioni geopolitiche.

Riepilogo della recente escalation
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Il campo di gas South Pars dell'Iran e gli impianti petroliferi di Asaluyeh sono stati colpiti il 18 marzo 2026, secondo quanto riferito da operazioni aeree israeliane, in un duro colpo al settore energetico di Teheran.
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Teheran ha emesso avvertimenti secondo cui le installazioni energetiche in Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti (EAU) e in Qatar potrebbero diventare obiettivi in rappresaglia, esortando i civili nei pressi di tali siti a evacuare.
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Gli attacchi e gli avvertimenti hanno contribuito a un forte rialzo dei prezzi del petrolio, con il Brent che si avvicina a livelli di tre cifre, intorno a quasi 110 dollari al barile.
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I governi regionali hanno condannato l'escalation, e crescono i timori per ripercussioni più ampie sulla sicurezza energetica globale.
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Cosa è successo al South Pars
Lo sciopero
Il campo di gas South Pars — il più grande giacimento di gas naturale al mondo condiviso tra Iran e Qatar (dove è noto come North Field) — è stato colpito il 18 marzo. L'attacco ha provocato incendi presso le strutture nei pressi di Asaluyeh, interrompendo la produzione da uno dei più importanti asset energetici dell'Iran.
Gli impatti principali includono:
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Interruzione della produzione nei principali impianti di lavorazione di gas e petrolio.
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L'Iran ha sospeso le esportazioni di gas verso l'Iraq per dare priorità al consumo domestico durante l'interruzione.
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I prezzi del gas naturale e del petrolio greggio sono aumentati sui mercati globali man mano che gli operatori valutavano un rischio maggiore.
Perché South Pars è importante
South Pars è cruciale per l’economia dell’Iran:
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Fornisce circa l'80% del gas naturale iraniano utilizzato per riscaldamento, elettricità e industria.
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La sua natura condivisa con il Qatar lega la sicurezza delle forniture globali di gas naturale liquefatto (GNL) allo scontro.
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La perturbazione causata da questo attacco è significativa perché, oltre agli effetti interni, minaccia i flussi energetici legati ai mercati globali e aumenta la paura di un'ulteriore escalation.

Avvertimenti di ritorsione di Teheran
Ordini di evacuazione
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha intrapreso un passo straordinario emettendo avvisi di evacuazione per i civili nelle vicinanze di importanti impianti energetici del Golfo in stati vicini, tra cui:
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dell'Arabia Saudita raffineria Samref e complesso petrochimico di Jubail
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degli Emirati Arabi Uniti campo di gas Al Hosn
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raffineria Ras Laffan e zona industriale di Mesaieed
Questi annunci arrivano con minacce esplicite che gli impianti potrebbero essere colpiti «nelle prossime ore», segnalando una possibile svolta verso l'attacco diretto alle infrastrutture energetiche del Golfo.
Segnali strategici
Gli avvertimenti dell'Iran riflettono un calcolo strategico più ampio:
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I leader di Teheran sembrano vedere le risorse energetiche del Golfo — essenziali per i mercati globali — come leva contro la pressione militare occidentale e dei suoi alleati.
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Sottolineano che i movimenti civili dovrebbero evitare i siti energetici, evidenziando la gravità delle minacce.
Gli esperti avvertono che questo approccio rischia di trascinare gli stati del Golfo più profondamente nel conflitto, destabilizzare ulteriormente la regione e potenzialmente coinvolgere interventi militari esterni.
Effetti a catena sui mercati energetici
Prezzi del petrolio e del gas
L'incrocio tra guerra e energia ha effetti economici immediati:
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I prezzi del petrolio Brent sono aumentati, avvicinandosi ai 110 dollari al barile dopo gli attacchi e gli avvertimenti.
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I prezzi del gas europei sono saliti poiché gli operatori di mercato hanno scontato il rischio di ulteriori interruzioni dell'approvvigionamento.
Gli analisti energetici avvertono che se il conflitto si estenderà a ulteriori nodi di produzione ed esportazione, i picchi di prezzo potrebbero intensificarsi, esacerbando le pressioni inflazionistiche nei paesi importatori e minacciando la stabilità economica più ampia.
Rischi di approvvigionamento globale
Il Golfo Persico rappresenta circa 20% delle esportazioni di petrolio globali, gran parte delle quali transitano attraverso lo Stretto di Hormuz, un collo di bottiglia stretto che è già stato oggetto di chiusure e di un aumento dell'allerta militare.
Qualsiasi interruzione prolungata delle infrastrutture energetiche del Golfo colpirebbe:
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Equilibri dell'offerta mondiale di petrolio e gas
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Costi di spedizione e assicurazione
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Accessibilità energetica in Asia e in Europa
Gli analisti affermano che i mercati energetici mondiali sono particolarmente vulnerabili durante le crisi geopolitiche, poiché ci sono poche alternative rapide alle esportazioni del Golfo nelle attuali strutture di approvvigionamento globale.

Reazioni regionali e tensioni diplomacy
Condanne da parte degli Stati del Golfo
I governi del Golfo, tra cui il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti, hanno condannato fermamente gli attacchi all'infrastruttura energetica e hanno avvertito che l'escalation della violenza compromette la stabilità regionale.
Dinamiche geopolitiche più ampie
Il conflitto ora tocca:
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Confronto diretto dell'Iran con le forze statunitensi e israeliane
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Bilanciamento tra disimpegno e difesa tra gli Stati del Golfo
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Appelli di altri attori regionali a soluzioni diplomatiche
L'Arabia Saudita e altri stati arabi hanno esortato la prudenza, avvertendo che attacchi al loro territorio o ad asset energetici potrebbero provocare misure di ritorsione e coinvolgere più direttamente le potenze esterne.
Cosa succede ora?
Scenari da monitorare
Escalation:
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Colpi diretti sulle infrastrutture energetiche del Golfo
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Coinvolgimento più ampio di forze militari esterne
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Disruzioni a lungo termine dei mercati del petrolio e del gas naturale liquefatto (GNL)
Disimpegno:
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Coinvolgimento diplomatico tra Iran, stati del Golfo e potenze mondiali
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Cesse al fuoco o pause negoziate nelle ostilità
Impatto sui mercati energetici:
| Scenario | Prezzi del petrolio | Sicurezza dell'approvvigionamento |
|---|---|---|
| Conflitto in corso | ↑↑ | Rischio elevato |
| Disimpegno | ↔ / ↓ | Rischio moderato |
| Attacchi mirati alle infrastrutture | ↑↑↑ | Rischio elevato |
Conclusione
Le minacce dell'Iran contro i siti energetici del Golfo segnano una nuova fase pericolosa nel conflitto mediorientale del 2026, con implicazioni ben oltre i confini regionali. Un grave attacco a un grande giacimento di gas ha ora innescato avvertimenti secondo cui l'infrastruttura energetica nei paesi vicini potrebbe essere bersaglio, amplificando il rischio geopolitico, facendo aumentare i prezzi dell'energia e accrescendo le possibilità di un conflitto di più ampio respiro che coinvolga i paesi del Golfo e i mercati globali.
Sia i responsabili politici che i mercati energetici osservano da vicino, poiché ogni sviluppo nel Golfo si riverbera nelle catene di approvvigionamento globali e sulle previsioni economiche.
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